Qui all’Agritenuta Buonanotte crediamo che il passato non vada dimenticato, ma custodito. Per questo ogni dettaglio originale, quando possibile, è stato recuperato e mantenuto inalterato: persino le pietre che calpestate o che vedete nei muri sono state recuperate dagli scavi e ricollocate una a una. Ad esempio, alzando lo sguardo, incrocerete spesso travi secolari, finestre che hanno incorniciato secoli di albe, antichi capezzali e colonne. Ma l’anima più autentica di questo luogo è racchiusa negli oggetti della quotidianità di chi ha vissuto qui prima di noi.
La quotidiana nel borgo
Quella che oggi chiamiamo “tradizione” un tempo era pura e faticosa quotidianità. Esplorando lo spazio intorno a voi potrete scorgere una selezione di quarare – i grandi calderoni in rame utilizzati per cucinare grandi quantitativi di cibo per i braccianti – ma anche preziosi oggetti della quotidianità come la cunculina, una piccola “brace” portatile utilizzata durante i mesi più freddi dalle donne del borgo. Ma è possibile scoprire anche i piccoli segreti dei pastori, come gli stampi e i cestini (i vasceddi) usati per dare forma alla ricotta, insieme ai tradizionali cestini per gli assaggi. O ancora gli attrezzi del mestiere: dalle grandi e pesanti cesoie per la tosatura delle pecore, fino a un ingegnoso e raro strumento utilizzato per pescare le anguille nel fiume.
Il rito domestico: dal caffè al pane quotidiano
La casa era il centro del mondo, specialmente in una tenuta che ospitava famiglie padronali e operai. Tra pentole vissute e arredi d’epoca, potrete notare una piccola evoluzione del risveglio: dalle classiche caffettiere napoletane di tutte le misure fino a una delle prime, storiche macchine per il caffè espresso.
Ecco una curiosità: Accanto agli oggetti per la filatura (tra cui un rarissimo attrezzo per tagliare i grandi fili di lana) noterete delle curiose tavolette di legno intagliate, appese a un cerchio di ferro. Erano le “agende” di famiglia: un sistema ingegnoso di tacche per registrare i conti e i compensi in un periodo storico in cui gran parte degli operai non sapevano né leggere, né scrivere.
L’antico forno monumentale
In passato, il vero custode della convivialità della tenuta è il grande forno custodito al pian terreno della casa padronale. Pensate che un tempo era capace di accogliere e cuocere fino a 150 pani contemporaneamente, garantendo il sostentamento di tante famiglie nel corso del tempo. Non serviva solo a panificare, ma fungeva anche da camino, punto di ritrovo e fonte di calore. Se guardate con attenzione, potrete ancora leggere l’incisione lasciata sulla pietra, un ringraziamento senza tempo: “Laudato sia il signore per nostro frate Foco”.
Ogni oggetto qui ha una voce: basta saperlo ascoltare.